Fonte: Boxer Blàttes 6/97, pagg. 452 456
Traduzione: Luca Zanetti
Contenuti :
| Introduzione | Fase di ordinamento gerarchico |
| Fase di passaggio | Fase di ordinamento del Branco |
| Fase che dà l'impronta | Pubertà |
| Fase di socializzazione |
Il suo charme conquista subito i presenti. Questa considerazione esso pero se la guadagna anche solo per il fatto che si offre al locale sovrintendente all'addestramento la possibilità di dare al proprietario aiuti preziosi per lo sviluppo del suo piccolo quadrupede nelle settimane e nei mesi successivi, durante i quali il cane attraversa fasi decisive che formano e caratterizzano la sua vita successiva.
Se il proprietario del cane sa in quale fase dello sviluppo si trova il suo piccolo Boxer e come esso reagisce, può impiegare queste settimane in modo positivo. Ai proprietari dei giovani Boxer spetta dunque la particolare attenzione e l'aiuto da parte del responsabile all'addestramento locale, per l'educazione dei loro giovani cani. lì primo anno della vita di un cane e di capitale importanza e non dovremmo lasciarlo inutilizzato in nessun caso.
Gli antenati selvatici del nostro cane vivevano in un aggregato sociale, il branco, che era guidato dall'animale più forte: la vita in una comunità di questo tipo richiede, da parte di ogni singolo componente, che esso s'inserisca in un determinato ordinamento. In caso diverso questa comunità di vita non può funzionare. Da ciò risulta che gli animali giovani devono essere volenterosi e capaci di imparare, per crescere inserendosi nel branco.
Il giovane cane attraversa fasi di sviluppo; in dati momenti si ritrovano date capacità e predisposizioni all'apprendimento.
Temporalmente queste fasi corrispondono ai diversi gradi della predisposizione all'insegnamento degli animali anziani. In tal modo era sicuro, per gli antenati dei nostri cani, che gli animali giovani crescessero diventando validi membri del branco. Questioni inerenti la dominanza che comparissero nel gruppo dei canidi venivano eliminate velocemente, dacché i presupposti per questo erano già stati sviluppati nei giovani nelle fasi di socializzazione, di ordinamento gerarchico e di ordinamento del branco.
Le fasi di sviluppo proprie del giovane lupo e cane selvatico erano dunque di importanza vitale per assicurare la durevolezza della muta.
Ricercatori del comportamento come Ferdinand Brunner, Michael W. Fox e Liberhard Jrumter si sono occupati dello sviluppo dei nostri cani. Essi hanno pubblicato le loro conoscenze scientifiche in diversi libri e articoli.
Da ciò sappiamo che i nostri cuccioli del giorno d'oggi come i cani dei tempi passati attraversano le stesse fasi di sviluppo, anche se noi uomini abbiamo formato e trasformato considerevolmente i cani secondo le nostre idee. Ai nostri cani manca per esempio la lotta per l'esistenza quotidiana, che il cane selvatico doveva invece affrontare ogni giorno daccapo, e che rendeva necessari complicati percorsi evolutivi nella sua giovinezza.
Poiché queste fasi evolutive sono rimaste, conservate nei nostri cuccioli, possiamo impiegare correttamente la capacità d'apprendimento nei nostri cani e sfruttare le attitudini dell'animale giovane. L'educazione di base e l'addestramento che ad esso sarà più tardi legato vengono facilitati per cane e proprietario.
Nelle mie descrizioni della docilità dell'animale giovane all'apprendimento, proposte qui di seguito, ho messo a confronto la disponibilità all'insegnamento e la possibilità di insegnare dal proprietario o dal conduttore del cane attraverso 2 caratteri grafici differenti, per mostrare come l'uomo possa sostenere in modo mirato il naturale sviluppo del suo cane. In tal proposito faccio riferimento ad argomentazioni che ho già pubblicato su questo tema in diverse occasioni, in libri e riviste.
Il primo anno di vita del cane si suddivide in 7 fasi. Le indicazioni di tempo sono da interpretare come valori di riferimento. Allontanamenti da tali valori sono possibili in casi individuali e legati specificamente alla razza.
(fino a circa la 3° settimana)
Solo un allevatore ha la grande gioia di vivere con partecipazione lo sviluppo dei cuccioli a partire dalla nascita.
Al futuro proprietario del cane le prime tre settimane di vita non saranno conosciute. L'allevatore cura la cagna e i suoi cuccioli. Come un uccellino da nido il nostro cane nasce con occhi e orecchie chiuse e non è ancora in grado di camminare. Solo il tatto, l'olfatto e la percezione del calore sono già pronunciati. Con aiuto e con movimenti a pendolo della testa il cucciolo trova la fonte del latte materno che poi fa sgorgare. La saggia natura ha disposto questo in modo tale che gli influssi esterni non possano recare danno allo sviluppo del cucciolo. E assolutamente comprensibile che gli allevatori nelle prime 3-4 settimane tengano i visitatori il più possibile lontano dai cuccioli, per sostenere questo sviluppo e preservano da un contagio esterno.
Dai 9 o 10 giorni, a circa 20 giorni le orecchie, il senso dell'equilibrio si stabilizza.
(cca. dalla 4 alla settimana)
Il dinamismo dei cuccioli cresce costantemente attraverso le possibilità di movimento che vengono loro da te adesso. La definizione di questo periodo di tempo trasmette già un impressione della grande importanza di questa fase. Coniare - ossia dare l'impronta significa che in questo periodo limitato devono essere apprese cose per una vita intera, che in un momento successivo non si possono imparare per niente, oppure solo in modo estremamente lacunoso; per esempio le abitudini legate all'alimentazione. Per il nostro cane domestico e di grande importanza in questo periodo dell'evoluzione la formazione di un'impronta legata all'essere umano.
Un cucciolo che riceve in questa fase un contatto umano in modo sufficiente si svilupperà diventando un cane amichevole, aperto e capace di adattarsi. Se questo con tatto manca, il cucciolo diventa un animale timido che spesso da adulto diverrà un morditore per paura. L'importanza di questa fase di impronta" mostra anche come siano compromessi i cani provenienti da un allevamento di massa.
L'allevatore deve permettere al cucciolo in questa fase il contatto con molte persone diverse, adulti come bambini, perché esso possa udirli, vederli, ma soprattutto anche "sentirli" e odorarli. Attraverso la convivenza stretta con l'uomo il cucciolo impara a conoscere in questo periodo i diversi rumori della nostra vita moderna; questi perdono per esso il carattere minaccioso che potrebbero altrimenti avere.
(cca. dalla alla 12 settimana)
In questo periodo il cucciolo passa normalmente dal l'allevatore al suo nuovo proprietario. La fase di socializzazione e la più idonea all'apprendimento, per il cucciolo. lì giovane cane impara ad esempio facilmente a pulirsi.
Per il cane selvatico i giochi, nella fase di socializzazione, hanno una grandissima importanza educativa: l'animale giovane impara a trattare con i simili. Vengono rispettati i compagni del branco. lì nostro giovane Boxer in questo periodo e in grado di apprendere i primi rudimenti della ubbidienza.
Per un proprietario esperto l'acquisizione del cucciolo nella fase di socializzazione è di grande utilità. Un proprietario inesperto, al contrario, in questo periodo può fare gli errori peggiori e danneggiare il cane per la vita.
Il proprietario dovrebbe portare il suo giovane cane insieme ad altri cuccioli. I giorni di gioco per cuccioli, organizzati da molte associazioni di allevamento o a finalità sportive, danno al cagnolino la possibilità di apprendere un comportamento sociale in compagnia dei propri simili. lì proprietario dovrebbe tenersi in disparte, a questo incontro, e non influenzare troppo il cucciolo, nè imitarlo in base a malintese premure. Dalle zuffe all'interno dello stuolo di cuccioli i piccoli imparano nel gioco a vincere, ma anche a perdere e a sottomettersi. Questa esperienza è irrinunciabile perché in seguito i cani adulti stiano l'un l'altro in compagnia correttamente. I sovrintendenti locali all'addestramento dovrebbero preoccuparsi di questo energicamente, al fine di offrire ai proprietari nel loro gruppo questa possibilità.
Per noi, nella nostra qualità di proprietari, si delinea la prima fondamentale educazione a partire dalla grande disponibilità ad imparare del nostro piccolo Boxer. lì cagnolino può imparare quasi tutto in questo periodo, per esempio la pulizia, il venire incontro, il fare il "siedi" e il "torna". Quello che impara dobbiamo però trasmetterglielo in modo piacevole e giocoso. Una educazione simile all'addestramento e assolutamente inopportuna.
La capacità del cane di accettare già divieti nelle fasi di socializzazione può essere sfruttata dal proprietario.
Questi dovrebbe mettere in tale periodo dei "tabù", per rendere chiaro al cane ciò che gli è permesso e ciò che non gli e permesso fare. Se il giovane cane scavalca un divieto, le nostre azioni devono essere adeguate, per esempio una parola dura a voce alta o uno scossone vigoroso. Tali azioni, pero, vengono poi capite dal cane solo se noi lo cogliamo sul fatto al momento della disubbidienza ed interveniamo immediatamente. Azioni differite nel tempo non è in grado di inserirle in ordine logico.
(cca. dalla 13a settimana alla fine del 42 mese)
In questa fase si collegano i confronti più cattivi ed aggressivi fra i giovani di una cucciolata. La maggior parte dei giovani animali in questo momento hanno già lasciato l'allevatore, cosicché i litigi fra i fratelli non si manifestano in modo particolare. lì proprietario del cane, che assume la funzione dei genitori quale dispensatore di cibo ed educatore, non ha ancora da aspettarsi, in questo periodo, dispute riguardo l'ordinamento gerarchico. Anche cani più vecchi nella famiglia del proprietario, all'inizio, sono visti dagli animali giovani come appartenenti ad un gradino più alto della scala gerarchica.
Degli allevatori americani di Terrier riuscirono, in relazione all'esempio della fase di ordinamento gerarchico, a dimostrare la delimitazione temporale delle parti dello sviluppo. Se i giovani cani erano tenuti separati durante la fase della gerarchizzazione. si potevano riportare insieme dopo il 40 mese senza che si ingenerassero liti mordaci. Se, al contrario, si lasciavano più di 3 cuccioli insieme durante la 138 e fino alla 16a settimana, facevano la loro comparsa violente battaglie a morsi per la gerarchia.
Anche durante la fase dell'ordinamento gerarchico sussiste un'altissima disponibilità all'apprendimento nei giovani cani. Dovrebbe continuare ad esserci il contatto con altri cani giovani. La fase di socializzazione e quella di gerarchizzazione sono particolarmente appropriate per trasmettere al cagnolino i fondamenti dell'educazione sulla base del gioco. A questa si legano, per esempio, lo stare solo di tanto in tanto, il ritmo della giornata, l'abituarsi al posto dove dormire, ed esercizi di ubbidienza che devono essere ancora sempre insegnati in modo giocoso.
Il conduttore però deve conoscere a tenere conto delle differenza fra la concezione umana di gioco da un lato e condizioni in un branco di canidi dall'altro. I cani preferiscono costantemente le violazioni delle regole, ma sempre in modo commisurato all'età del giovane. A ciò si associano lo sguardo di rimprovero, il ringhiare, anche il minaccioso tentativo di addentare il cagnolino, cose a qui noi possiamo avvicinarci con la nostra voce o con uno scuotimento della pelle del collo. Le esperienze che i cani fanno sino alla 168 settimana sono particolarmente durevoli.
Tutto l'addestramento successivo che si unisce alla educazione del giovane cane, è basato sui fondamenti che il proprietario del cane ha "ancorato" nel suo cane nella fase di ordinamento gerarchico.
Nel branco di cani selvatici inizia una seria e responsabile collaborazione con gli animali anziani. Anche i nostri cani in questa fase di inserimento nell'ordinamento del branco sono particolarmente disposti alla sottomissione. lì fatto di essere membro di una comunità e di essere da questa riconosciuto fa felice il giovane cane e gli dà sicurezza. Ogni attività con il cane che sostenga questa sensazione rafforza l'autoconsapevolezza del l'animale e favorisce il suo sviluppo caratteriale.
Se il proprietario vuole addestrare il suo cane andando oltre l'educazione, per poter più tardi fare con esso prove di lavoro, dovrebbe sfruttare, per il primo lavoro insieme ad esso, la attitudine naturale che e presente nella fase dell'ordinamento nel branco. Per esempio il giovane e adesso felice di partecipare ad un piacevole e giocoso lavoro di pista con il suo conduttore l'accento è posto su "piacevole e giocoso". E importante che il Boxer impieghi già dall'inizio in poi il suo organo più rilevante, il naso, per imparare che con l'aiuto di esso può giungere ad una meta vantaggiosa, per esempio il bocconcino o il suo giocattolo preferito.
Click for back(cca. dal 7° al 12° mese)
Con la pubertà inizia un periodo molto difficile. La disponibilità alla sottomissione mostrate nei mesi precedenti sembra essere andata smarrita. lì nostro Boxer e lunatico e squilibrato, come un ragazzo di età corrispondente. lì cane si trova in una difficilissima fase di passaggio. Non è più un giovane cane; vorrebbe diventare adulto e ambisce al suo posto un posto il più in alto possibile nel branco, la sua famiglia. In questa fase di vita bisogna attendersi lotte per il potere da parte dei cani dotati di autocoscienza e orgoglio.
Ad un anno la pubertà è finita ed il cane è sessualmente maturo. Modalità comportamentali quali vigilanza, prontezza alla difesa e pretese sul territorio nostrano che il cane e diventato adulto.
Il proprietario deve respingere subito e costantemente le pretese di potere del giovane cane autoconsapevole.
Le azioni energiche e consentito che siano in assoluto percepibili corporalmente. Esse devono regolare una volta per tutte i rapporti di forza nel branco e mettere in chiaro la superiorità del capo O nel branco. L'addestramento dei cani è autoritario. C'è solo Sì e NO. Un comportamento mutevole del conduttore rende msicuro il cane. lì nostro Boxer si sottometterà all'autorità
e, se ha riconosciuto il suo posto nel branco, diventerà un membro sicuro della comune vita uomo/cane.
Quando la pubertà è finita, l'educazione di base dovrebbe essere conclusa. lì cane dovrebbe possedere i concetti di fondo come andare al piede, sedersi, fare il terra e venire. L'addestramento conseguente, che dà al conduttore la possibilità di partecipare a prove di lavoro, può iniziare.
Ho rappresentato così esaurientemente le 7 fasi nel primo anno di vita del nostro Boxer per spiegare ai proprietari di cani come essi, senza stress, possano educare il proprio giovane cane e fargli fare progressi. lì Sovrintendente all'addestramento locale competente ed esperto sostiene il conduttore e gli dà la possibilità di assumere il ruolo di guida nella muta mista uomo/cane.
In tal modo si spera che il Boxer Club abbia guadagnato un socio impegnato; e un Boxer ben educato fa il suo ingresso nella vita sociale.